Al via la Fase 3 del Regolamento UE 1194/2012: cosa cambia nel settore illuminazione
01/09/2016

Il recente regolamento UE 1428/2015, entrato in vigore il 27 febbraio 2016, ha emendamento anche il Regolamento UE 1194/2012, accelerando di fatto la trasformazione del mercato degli apparecchi di illuminazione verso la tecnologia LED e introducendo una serie di modifiche volte ad allineare il Regolamento stesso, per quanto possibile, alla versione anch'essa aggiornata del Regolamento CE 244/2009.

La modifica principale al Regolamento UE 1194/2012 è la limitazione, fino al 1 settembre 2016, della già esistente possibilità (per i produttori ed importatori) di riferirsi alla sola etichetta energetica degli apparecchi di illuminazione come possibile unica misura di Ecodesign per gli stessi se funzionanti (ovvero compatibili) solo con lampade a BASSA EFFICIENZA ENERGETICA

A far data dal 1 settembre 2016 (Fase 3), gli apparecchi d'illuminazione ricadenti nello scopo del Regolamento UE 1194/2012 (apparecchi per lampade a filamento, per lampade CFLi e per lampade LED) potranno continuare ad essere immessi sul mercato europeo solo se essi risulteranno essere pienamente compatibili con lampade di classe energetica almeno A+. Il che si traduce, in pratica, che gli apparecchi d'illuminazione dovranno essere completamente in grado di far funzionare correttamente le lampade che dal 2016 si ipotizza essere solo quelle a tecnologia LED.

Un altro elemento importante da tenere in considerazione, con l'inizio della Fase 3, è che dal 1 settembre 2016 sarà di fatto vietata l'immissione sul mercato delle lampade direzionali poco efficienti, fra le quali segnaliamo le lampade direzionali ad alogeni a tensione di rete (per le quali il valore massimo dell'indice di efficienza energetica passa da 1,25 a 0,95). 


LAMPADE DIREZIONALI
La tecnologia ad incandescenza ad alogeni (a tensione di rete) è giunta al capolinea

Si chiude un ciclo e volendo riassume con una tabella gli effetti più probabili dei requisiti del Regolamento sulle lampade direzionali, dalla Fase 1 alla Fase 3, avremo che:


APPARECCHI DI ILLUMINAZIONE
La compatibilità a funzionare anche con lampade LED è un requisito non più derogabile

L'emendamento del Regolamento UE 1194/2012 accelera la trasformazione del mercato degli apparecchi di illuminazione verso la tecnologia LED e introduce una serie di modifiche volte ad allineare il Regolamento, per quanto possibile, alla versione aggiornata del Regolamento CE 244/2009 (requisiti di progettazione ecocompatibile per le lampade per uso domestico non direzionali).

La modifica principale al Regolamento UE 1194/2012 è la limitazione fino al 1 settembre 2016 della già esistente possibilità (per i produttori ed importatori) di riferirsi alla sola etichetta energetica degli apparecchi di illuminazione come possibile unica misura di Ecodesign per gli stessi se funzionanti (ovvero compatibili) solo con lampade a BASSA EFFICIENZA ENERGETICA

A far data dal 1 settembre 2016, gli apparecchi d'illuminazione ricadenti nello scopo del Regolamento UE 1194/2012 (apparecchi per lampade a filamento, per lampade CFLi e per lampade LED) potranno continuare ad essere immessi sul mercato europeo solo se essi risulteranno essere pienamente compatibili con lampade di classe energetica almeno A+. Il che si traduce in pratica che gli apparecchi d'illuminazione dovranno essere completamente in grado di far funzionare correttamente le lampade che dal 2016 si ipotizza essere solo quelle a tecnologia LED.

Pur comprendendo lo spirito e l'obiettivo di tale novità introdotta, il regolamento così modificato di certo non aiuta ad evitare dubbi interpretativi e applicativi. Se per alcuni casi è palese che gli apparecchi non potranno più essere provvisti di marcatura CE (per effetto del Regolamento ecodesign in oggetto), es. per i due casi qui di seguito riportati


la stessa certezza potrebbe venire meno in tanti altri casi, tra i quali, ad esempio:


Nei due casi sopra abbiamo la dichiarata compatibilità dell'apparecchio con sorgenti efficienti (LED integrati nel primo caso, lampade di classe A+ sostituibili dall'utente finale nel secondo) ma avendo più attacchi lampade, hanno anche la compatibilità dichiarata con lampade meno efficienti del limite imposto dall'emendamento.

Non è anche poi stabilito ad oggi un criterio di verifica della piena compatibilità fra apparecchio e lampada. Pertanto, potremmo solo determinarne con buona certezza la funzionalità da un punto di vista meccanico ed elettrico, mentre per la "funzionalità luminosa" potrebbe essere sufficiente garantirne un servizio almeno simile al potenziale offerto dalle stesse lampade (sorgenti luminose) LED che sono installabili. Quindi ad esempio, se un apparecchio per lampade ad alogeni funziona con sorgenti da 4000lm caduna, dall'entrata in vigore del nuovo requisito (1 settembre 2016) avrà come termine di riferimento lampade LED con alimentatore integrato (forse le uniche di classe A+), che probabilmente avranno emissioni di circa 1000lm o poco più.

Dunque la nuova disposizione non dovrebbe bandire gli apparecchi che potranno offrire tale soluzioni, ma sicuramente renderà molto difficile la realizzazione di apparecchi con interruttori elettronici o con dimmers universali montati direttamente sullo stesso.

Infine, dovrà essere parere comune fra le Autorità di sorveglianza del mercato che non è competenza e responsabilità del produttore dell'apparecchio d'illuminazione (o importatore se del caso) dimostrare la correttezza e la veridicità della dichiarazione di classe energetica della lampada assunta come elemento di prova nel fascicolo tecnico dell'apparecchio d'illuminazione stesso. Infatti, sarà ancora solo obbligatorio dimostrarne la compatibilità mediante quanto già previsto dal Regolamento UE n. 874/2012:

Allegato III, f) i parametri tecnici per determinare il consumo di energia e l’efficienza energetica nel caso delle lampade elettriche e la compatibilità con le lampade nel caso degli apparecchi di illuminazione, specificando quantomeno una combinazione realistica di impostazioni del prodotto nonché le condizioni in cui sottoporre a prova il prodotto;

Si fa notare, inoltre, che fra le novità introdotte vi è anche l'obbligo per le Autorità di controllo degli Stati Membri di fornire i risultati delle prove e le relative informazioni alla Commissione e agli altri Stati Membri, entro un mese dalla data in cui un prodotto viene dichiarato ufficialmente non conforme.



Circular Economy
06/04/2016

In riferimento al nuovo pacchetto Circular Economy, pubblicato dalla Commissione EU lo scorso Dicembre, segnaliamo che l’VIII Commissione (Ambiente Territorio e lavori pubblici) della Camera sta effettuando delle Audizioni sul tema, allo scopo di consolidare la posizione nazionale in vista dell’imminente fase di discussione a livello di Parlamento EU, prevista verso la fine di Aprile 2016.

A tale proposito è stato finalizzato da ANIE un documento di considerazioni generali riguardo le proposte di revisione delle Direttive Rifiuti, RAEE e Pile ed Accumulatori. Il documento in questione (scaricare il documento) è stato sottoposto all’attenzione dell’VIII Commissione e sintetizza quanto precedentemente condiviso dal Comitato Ambiente, tramite il Position realizzato ad Agosto 2015 ed inviato alla Commissione EU tramite consultazione, riguardo ai temi chiaveResponsabilità Estesa del Produttore, Resource Efficiency, Repairability e Reuse.

Contestualmente alla Camera, la 13° Commissione del Senato (Territorio, ambiente, beni ambientali) ha aperto unaconsultazione pubblica sulla Circular Economy con chiusura prevista al 1 Aprile 2016. Al fine di  partecipare alla consultazione è stato elaborato un apposito contributo ANIE (scarica il documento) che, oltre a rispondere in maniera puntuale alle domande poste dalla 13°Commissione, sarà focalizzato sugli aspetti critici del Sistema nazionale RAEE e Pile ed Accumulatori e sulle possibili opportunità di intervento aperte dal nuovo pacchetto.


DIRETTIVA 2011/65/UE – RoHS – SORVEGLIANZA DEL MERCATO
06/04/2016

Il Consiglio dei ministri, su proposta del premier e del ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare Gian Luca Galletti, ha approvato, in esame preliminare, un decreto legislativo recante modifiche al decreto legislativo 4 marzo 2014, n. 27 di attuazione della direttiva 2011/65/UE sulla restrizione dell’uso di determinate sostanze pericolose nelle apparecchiature elettriche ed elettroniche.

Un comunicato di Palazzo Chigi spiega che “viste le specifiche competenze del Ministero della salute nell’ambito del controllo sui prodotti chimici e le sostanze pericolose immesse sul mercato (“REACH”), il nuovo testo estende al dicastero anche le funzioni di vigilanza sulle apparecchiature elettriche ed elettroniche che contengono sostanze pericolose. Viene in questo modo ottimizzata la pianificazione e la gestione dei controlli, senza costituire nuove strutture organizzative sul territorio”.

L’Autorità di vigilanza “opera in raccordo con il Comitato tecnico di coordinamento, oltre che con le Regioni e le Province autonome e avvalendosi, per le rispettive competenze, della Guardia di Finanza, di Ispra, dell’Istituto Superiore di Sanità e delle Camere di Commercio”.


D.Lgs. 27/2016 di attuazione della Direttiva 2013/56/UE relativa a pile e accumulatori
05/03/2016

E’ stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale del 5 marzo 2016 il D.lgs. 27/2016 di attuazione della Direttiva 2013/56/UE e modifica del D.lgs. 188/08 ed entrato in vigore dal 20 marzo 2016

Di seguito i principali cambiamenti introdotti dal nuovo decreto:

  • Entro il 20 settembre 2016, ovvero 6 mesi dall’entrata in vigore, i produttori di apparecchi in cui sono incorporati pile o accumulatori devono corredarli di istruzioni che indichino come l'utilizzatore finale o i professionisti qualificati indipendenti possano rimuoverli senza pericolo. Se del caso, le istruzioni informano l'utilizzatore finale sui tipi di pila o di accumulatore incorporati.
    Nonostante le richieste di chiarimento, portate all’attenzione delle Commissioni parlamentari pertinenti, non è stata prevista maggiore chiarezza sui soggetti da identificare come professionisti qualificati indipendenti dai produttori.
  • Entro il 19 maggio 2016, ovvero 60 giorni dall’entrata in vigore, il Ministero dell’Ambiente è tenuto ad adottare apposito decreto indicante le tariffe per finanziare l’attività di vigilanza e il funzionamento del Comitato di Vigilanza e Controllo. In attesa del decreto la copertura degli oneri avviene secondo il DM previsto all’art.41.5 del D.lgs. 49/2014 – RAEE (tuttora assente).
  • Estensione del divieto di immissione sul mercato di pile e accumulatori portatili contenenti oltre il 0,002% di cadmio in peso anche negli utensili elettrici senza fili con deroga fino 31 dicembre 2016.

Nuovo conto termico
02/03/2016

E' stato pubblicato Sulla Gazzetta Ufficiale n. 51 del 2 marzo 2016 il DECRETO 16 febbraio 2016,Aggiornamento della disciplina per l'incentivazione di interventi di piccole dimensioni per l'incremento dell'efficienza energetica e per la produzione di energia termica da fonti rinnovabili.”, che aggiorna e sostituisce le disposizioni per l'incentivazione di interventi di piccole dimensioni per l'incremento dell'efficienza energetica e per la produzione di energia termica da fonti rinnovabili, già previste dal DECRETO 28 dicembre 2012. Il decreto entrerà ufficialmente in vigore il 31 maggio 2016. 

Tra le nuove disposizioni incentivanti è presente anche l’illuminazione:

  • Sostituzione di sistemi per l'illuminazione d'interni e  delle pertinenze esterne degli edifici esistenti con sistemi efficienti  di illuminazione. Tra le spese ammissibili ai fini del calcolo dell’incentivo sono considerate:
    • fornitura e messa in opera di sistemi efficienti di illuminazione;
    • adeguamenti dell’impianto elettrico, ivi compresa la messa a norma;
    • eventuale smontaggio e dismissione dei sistemi per l’illuminazione preesistenti;

A tali tipologie di intervento potrà accedere solo la PA, per la quale è previsto un plafond annuo complessivo di 200 milioni €.


Regolamento REACH: Sentenza della Corte di Giustizia dell'UE su sostanze negli articoli
15/12/2015

La Corte di giustizia dell'Unione europea si è pronunciata in merito all'interpretazione dell'articolo 7, paragrafo 2 e dell'articolo 33 del Regolamento REACH, relativamente al calcolo del contenuto di sostanze estremamente preoccupanti (SVHC) negli articoli composti da più articoli e del limite dello 0.1% al di sopra del quale scatta l'obbligo di notifica.

La sentenza della Corte interviene in merito ad aspetti su cui si riscontravano orientamenti divergenti da parte di diversi Stati Membri e comporterà l'aggiornamento della linea guida ECHA recante le prescrizioni in materia di sostanze contenute in articoli.

In particolare, la Corte conclude che ai fini dell'applicazione dell’articolo 7, paragrafo 2, del REACH "spetta al produttore determinare se una sostanza estremamente preoccupante identificata conformemente all’articolo 59, paragrafo 1, di tale regolamento, come modificato, sia presente in una concentrazione superiore allo 0,1% peso/peso di ogni articolo che produce, e all’importatore di un prodotto composto da più articoli determinare per ogni articolo se tale sostanza sia presente in una concentrazione superiore allo 0,1% peso/peso di tale articolo".

Ai fini dell’applicazione dell'articolo 33, "spetta al fornitore di un prodotto composto da uno o più articoli che contengono una sostanza estremamente preoccupante, identificata conformemente all’articolo 59, paragrafo 1, di tale regolamento in una concentrazione superiore allo 0,1% peso/peso per articolo, informare il destinatario e, su richiesta, il consumatore, circa la presenza di tale sostanza, comunicando loro, quanto meno, il nome della sostanza in questione."


Pubblicate proposte revisione Direttiva Quadro, RAEE, Pile e Accumulatori
15/12/2015

Sono state pubblicate dalla Commissione europea le proposte di revisione della Direttiva Quadro Rifiuti e revisione delle Direttive RAEE e Pile e Accumulatori come parte integrante del nuovo Pacchetto Circular Economy. Obiettivo principale delle proposte è quello di adeguare la legislazione comunitaria sui rifiuti, concretizzando l’impegno dell’Unione per il raggiungimento dei target di raccolta e riciclo previsti dalla strategia della Circular Economy.

Tra i temi affrontati dalla prima proposta rivestono particolare interesse i seguenti articoli di modifica dell’attuale Direttiva 2008/98/CE:

  • Sottoprodotti (art.5) – tramite le modifiche proposte la commissione intende intervenire sull’incertezza legislativa riguardante i sottoprodotti, riservandosi inoltre l’adozione di atti delegati specifici su alcuni materiali/sostanze.
  • Responsabilità Estesa del Produttore (art.8) – analogamente a quanto tentato con la precedente proposta la Commissione interviene sui cosiddetti “schemi EPR” dei produttori, seppur senza fornirne chiara definizione, individuando alcuni criteri minimi per la loro operatività e attribuendo agli Stati membri il compito di attuarli. La proposta entra inoltre nel merito dei contributi versati dai produttori imponendo ai singoli Stati la verifica della loro adeguata suddivisione e della congruità rispetto ai costi effettivi di gestione.
  • Prevenzione dei rifiuti (art.9) – la nuova formulazione dell’articolo concede agli Stati membri ampi margini di azione, in termini di adozione di misure specifiche di incoraggiamento al riutilizzo e ai prodotti efficienti dal punto di vista delle risorse e della riciclabilità.

La seconda proposta, riguardante l’adeguamento della Direttiva 2012/19/UE – RAEE e la Direttiva 2006/66/CE – Pile e Accumulatori, non presenta invece modifiche sostanziali ai testi delle normative limitandosi ad entrare nel merito dei report periodici che gli Stati membri sono tenuti a fornire su implementazione, tassi di raccolta conseguiti e quantità immesse sul mercato.


Revisione dei Regolamenti Eco-design (Omnibus review) e revisione del regolamento per etichettatura energetica per il settore dell'illuminazione
07/12/2015
 
Lo scorso 7 dicembre si è svolta la  prima riunione del Consultation Forum in merito alla revisione dei Regolamenti per l'illuminazione (Omnibus review). Congiuntamente a questo progetto è stata introdotta la novità relativa alla revisione anticipata dell'etichettatura energetica  per i prodotti dell'illuminazione (Regolamento UE 874/2012). 

Per maggiori informazioni clicca qui


Pubblicata la legge regionale Lombardia
09/10/2015

Lo scorso 22 settembre 2015 è stata approvata la legge regionale Lombardia "Misure di efficientamento dei sistemi di illuminazione esterna con finalità di risparmio energetico e di riduzione dell'inquinamento luminoso”.

La legge è stata pubblicata  lo scorso 9 ottobre 2015 sul Bollettino Ufficiale della Regione Lombardia come legge 5 ottobre 2015 n 31. In allegato si invia il testo della legge.

In base a quanto disposto dall'articolo12, restano validi i risultati e gli effetti delle disposizioni abrogate dalla legge (l.r. 27 marzo 2000, n. 17, l.r. 21 dicembre 2004, n.38, art. 1, comma 20,  l.r. 5 maggio 2004, n.12, art. 2, comma 3, della legge regionale 20 dicembre 2005, n. 19, art. 6 della  l.r. 27 febbraio 2007, n. 5) nonché gli atti adottati sulla base delle stesse. Tali disposizioni continuano ad applicarsi ai procedimenti amministrativi in corso, fino alla loro conclusione. Pertanto non sono necessarie modifiche da apporre ad impianti già conformi alla Legge regionale 17/2000.

Per effetto delle norme transitorie (art.11), si continuano ad applicare le misure attualmente in vigore  "fino alla data di entrata in vigore del regolamento di cui all’articolo 4, comma 2"; si segnala, che entro sei mesi la Giunta regionale dovrà approvare il detto regolamento (di cui all’arti¬colo 4, comma 2). A breve il testo in bozza di tale regolamento sarà inviato agli stakeholders per condivisione. Sarà nostra cura tenervi aggiornati sugli sviluppi futuri.

Per scaricare il testo della legge regionale clicca qui


Circular Economy
29/09/2015

Nel mese di luglio, la plenaria del Parlamento europeo ha votato la Risoluzione "Efficienza delle risorse: transizione verso un'economia circolare".

La posizione del Parlamento Europeo sarà quindi presentata alla Commissione EU per concretizzarne le attività tramite la realizzazione, entro l’anno, di un nuovo ambizioso Pacchetto Circular Economy, in sostituzione di quello precedentemente ritirato all’inizio del 2015.

Tramite il testo approvato, il Parlamento Europeo indica alla Commissione una serie di azioni di revisione della legislazione esistente, tra cui riportiamo di seguito quelle di maggiore criticità per le imprese associate:

  • ampliamento del campo di applicazione della direttiva Ecodesign 2009/125/CE 
  • valutare la possibilità di definire valori minimi di materiali riciclati all’interno di nuovi prodotti, inclusione graduale di tutte le caratteristiche relative all’efficienza delle risorse, definizione di requisiti orizzontali, tra l’altro in materia di durabilità, riparabilità, riutilizzabilità e riciclabilità.
  • revisione direttiva rifiuti 2008/98/CE, obiettivi vincolanti di riduzione dei rifiuti urbani, commerciali e industriali da conseguirsi entro il 2025; definizione di chiare norme minime riguardanti i requisiti di responsabilità estesa del produttore.
  • focus speciale sugli edifici sostenibili,elaborare una strategia a lungo termine per la ristrutturazione degli edifici esistenti, valorizzare il ruolo delle strategie nazionali di ristrutturazione introdotte dalla direttiva 2012/27/UE sull’efficienza energetica.

Regolamento REACH: Guida introduttiva sulla sicurezza chimica nelle imprese
02/09/2015

In data 2 settembre è stata pubblicata sul sito dell’Agenzia Europea per le Sostanze Chimiche – ECHA la nuova “Guida introduttiva sulla sicurezza chimica nelle imprese”.

Il documento, che affronta in maniera schematica e generale i principali obblighi di utilizzatori di sostanze e produttori di articoli, è stato realizzato con lo scopo di aiutare le imprese ad identificare il proprio ruolo all’interno della legislazione europea e fornisce inoltre una serie di link ai principali fondi europei e nazionali stanziati a sostegno delle PMI. Parallelamente è stata creata dall’ECHA anche una pagina di supporto per le imprese che riprende i contenuti della guida in chiave interattiva.

Per approfondimenti clicca qui


Regolamento UE 1428/2015: pubblicato su GUUE del 27 agosto 2015 l'emendamento ai Regolamenti CE 244/2009 e 245/2009 e al Regolamento UE 1194/2012
27/08/2015

E' stato pubblicato lo scorso 27 agosto 2015 sulla Gazzetta Ufficiale il Regolamento UE 1428/2015. L'emendamento, approvato lo scorso 17 aprile dal Comitato Regolatore della Direttiva ecodesign,entrerà in vigore il 27 febbraio 2016 (6 mesi dopo la pubblicazione su Gazzetta Ufficiale).

Esso prevede una serie di modifiche al Regolamento CE 244/2009 (lampade non direzionali per illuminazione domestica), due modifiche al Regolamento 245/2009 (requisiti di ecodesign per le lampade fluorescenti senza alimentatore integrato, per lampade a scarica ad alta intensità e di alimentatori e apparecchi di illuminazione in grado di far funzionare tali lampade) e una serie di variazioni del Regolamento UE 1194/2012 (requisiti di progettazione ecocompatibile per le lampade direzionali, lampade LED e relative apparecchiature) soprattutto volte ad allinearlo per quanto possibile alla versione aggiornata del Regolamento CE 244/2009.

Per approfondimenti clicca qui.
 

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